{"id":3022,"date":"2025-12-21T18:55:58","date_gmt":"2025-12-21T17:55:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sancarlodigesubrindisi.it\/it\/?p=3022"},"modified":"2025-12-21T18:56:31","modified_gmt":"2025-12-21T17:56:31","slug":"lasciamo-che-il-cielo-torni-sulla-terra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sancarlodigesubrindisi.it\/it\/lasciamo-che-il-cielo-torni-sulla-terra\/","title":{"rendered":"Lasciamo che il cielo torni sulla terra"},"content":{"rendered":"<p><strong>C<\/strong><strong>arissimi fratelli e sorelle che Dio ama,<\/strong><\/p>\n<p>il Natale ci ripropone la colonna sonora che accompagna l\u2019evento della nascita di Ges\u00f9 e che in questo tempo della nostra storia, particolarmente buio e angosciante, diventa il messaggio che Dio propone alla nostra inquieta umanit\u00e0, perch\u00e9 ritrovi la via della pace.<\/p>\n<p>Cos\u00ec scrive l\u2019Evangelista Luca nel brano che narra la nascita di Ges\u00f9: \u00abE subito apparve con l\u2019angelo una moltitudine dell\u2019esercito celeste, che lodava Dio e diceva: \u201cGloria a Dio nel pi\u00f9 alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama\u201d\u00bb<em>.\u00a0<\/em>(Lc 2, 13-14).<\/p>\n<p>La nascita del Bambino Ges\u00f9 che avviene in una periferia sconosciuta del mondo, grazie alle parole della\u00a0<em>moltitudine dell\u2019esercito celeste<\/em>, diventa un evento cosmico della storia della salvezza: quel Bambino \u00ab\u00e8 la nostra pace, colui che di due ha fatto una cosa sola, abbattendo il muro di separazione che li divideva, cio\u00e8 l\u2019inimicizia, per mezzo della sua carne\u00bb (Ef 2, 14).<\/p>\n<p>Questo canto dell\u2019esercito celeste presenta importanti correlazioni con l\u2019acclamazione della folla che accoglie Ges\u00f9 a Gerusalemme: \u00abEra ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, pieni di gioia, cominci\u00f2 a lodare Dio a gran voce per tutti i prodigi che avevano veduto, dicendo: \u201cBenedetto colui che viene, il re, nel nome del Signore. Pace in cielo e gloria nel pi\u00f9 alto dei cieli!\u201d\u00bb \u00a0(Lc 19, 37-38).<\/p>\n<p>Sembra che la nascita a Betlemme del Bambino divino e l\u2019ingresso di Ges\u00f9 a Gerusalemme, come re che cavalca un asinello, si richiamino e, in queste due occasioni, un unico canto unisca, fusi in un\u2019unica vicenda, il cielo e la terra; i due momenti della vita di Ges\u00f9: la sua nascita e l\u2019ingresso a Gerusalemme, non lasciano indifferenti la terra e il cielo.<\/p>\n<p>Cogliamo nei due testi del Vangelo di Luca un messaggio forte: sulla terra Dio ha mandato il re che viene nel nome del Signore, in corrispondenza, nel pi\u00f9 alto dei cieli ci sono pace e gloria; il cielo e la terra entrano in relazione attraverso Cristo che \u00e8 la gloria di Dio, che \u00e8 la pace di Dio.<\/p>\n<p>La luce che avvolge i pastori che fanno la guardia al loro gregge, nella notte di Betlemme, \u00e8 la gloria di Dio, \u00e8 Dio stesso che da sempre \u00e8 luce e in Lui non c\u2019\u00e8 oscurit\u00e0. La prima cosa creata da Dio \u00e8 la luce: \u00abDio disse: \u201cSia la luce\u201d: E la luce fu\u00bb (Gen 1,3); alla Genesi fa eco l\u2019Evangelista Giovanni con le parole scritte nel prologo del suo Vangelo: \u00abIn principio era il Verbo [\u2026] In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l\u2019hanno vinta\u00bb (Gv 1,1.4-5).<\/p>\n<p>Dal cielo viene alla terra la luce e la terra senza la luce del cielo \u00e8 buia e inospitale, e con la luce viene alla terra la pace. La pace cantata dall\u2019esercito celeste a Betlemme non \u00e8 la\u00a0<em>Pax augusta<\/em>\u00a0entro il cui orizzonte l\u2019evangelista Luca colloca il racconto della nascita di Ges\u00f9. Infatti, sembra che a muovere il mondo sia il decreto dell\u2019imperatore Augusto che ordina il censimento e a questo ordine sono assoggettati anche Giuseppe e Maria, che tornano nella terra in cui sono le radici di Giuseppe, per farsi censire.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un\u2019altra pace, che senza far rumore si sta affacciando dal cielo e che non si afferma con la forza degli eserciti ma si impone con la soavit\u00e0 della luce e cos\u00ec era stata annunciata dal profeta Isaia: \u00abGrande sar\u00e0 il suo potere e la pace non avr\u00e0 fine sul trono di Davide e sul suo Regno, che egli viene a consolidare e rafforzare con il diritto e la giustizia, ora e per sempre\u00bb (Is 9,6).<\/p>\n<p>Il canto dell\u2019esercito celeste dice che la pace, quella vera, si diffonde tra gli uomini di\u00a0<em>buona volont\u00e0<\/em>; perci\u00f2, la pace \u00e8 destinata agli uomini, non semplicemente in quanto abitanti della terra, ma in quanto circondati dall\u2019amore di Dio verso di loro. La pace cantata dagli angeli \u00e8 promessa agli uomini in quanto essi sono oggetto del disegno amorevole di Dio.<\/p>\n<p>Dunque, la pace non va intesa solo in senso politico e mondano, ma \u00e8 collegata alla\u00a0<em>buona volont\u00e0 di Dio<\/em>: agli uomini oggetto della benevolenza di Dio, del suo amore misericordioso e fedele, e dunque, il suo piano si compie nel discernimento dell\u2019uomo. La pace donata da Dio ha bisogno di essere scoperta come accoglienza consapevole del dono divino agli uomini.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 la pace sia vera, duratura, sincera, c\u2019\u00e8 bisogno di riaprire la terra al cielo; estromettere il cielo dagli affari della terra ha ridotto la terra a un campo di battaglia sul quale ogni giorno si affrontano a duello gli interessi personali dei pi\u00f9 forti, dei signori della guerra, e le conseguenze sono a carico dei poveri, indifesi, che considerati scarto possono essere sacrificati come male minore o come errore di valutazione dell\u2019intelligenza artificiale a servizio della morte.<\/p>\n<p>Estromettere il cielo significa estromettere Dio dal circuito della terra e non c\u2019\u00e8 niente di pi\u00f9 anti-natalizio di questo. Il Dio fatto uomo, che si \u00e8 incarnato nella storia e che come risorto, in Cristo, Signore della storia, continua ad abitarla, \u00e8 ignorato, emarginato o devitalizzato e ridotto a clava da brandire contro il nemico infedele.<\/p>\n<p>I tentavi, pi\u00f9 o meno scenografici e pubblicitari che hanno caratterizzato la ricerca della pace in questi ultimi tempi hanno ignorato il cielo e si sono concentrati nella ricerca di equilibri umani per conservare il potere assoluto sulla terra e sui suoi abitanti, considerati non nella loro dignit\u00e0 ma come massa umana da sacrificare all\u2019occorrenza, alla realizzazione di progetti strategici dettati da esigenze superiori.<\/p>\n<p>Che cosa ci pu\u00f2 essere di superiore alla persona umana, assunta da Dio e fatta risplendere in tutta la sua bellezza e dignit\u00e0?<\/p>\n<p>Se negli ultimi tempi abbiamo assistito alla pi\u00f9 grande umiliazione dell\u2019umanit\u00e0, dal termine della Seconda guerra mondiale, \u00e8 perch\u00e9 abbiamo sempre pi\u00f9 escluso Dio dall\u2019orizzonte della terra: il primo vero, geloso garante della dignit\u00e0 umana.<\/p>\n<p>Non ci possono essere negoziati, trattati, piani di pace che possano prescindere dal rispetto della dignit\u00e0 umana, dalla costruzione della giustizia, della libert\u00e0 e della verit\u00e0 e dal giusto e adeguato progresso integrale e sostenibile per tutti.<\/p>\n<p>La spartizione dei territori, anche in base alle risorse del sottosuolo, da parte dei moderni imperi e degli aspiranti tali, ha riportato indietro le lancette della storia e sta gradualmente dissolvendo il paziente e sapiente lavoro che era stato fatto all\u2019indomani della fine del secondo conflitto mondiale; l\u2019individualismo sta diventando modello politico, fondato sul riarmo e sul potere economico, per affermare la propria potenza e intimorire l\u2019avversario.<\/p>\n<p>Se lo scenario mondiale ci inquieta e angoscia, tuttavia, noi credenti non possiamo mancare di speranza e vediamo in una rinnovata alleanza tra cielo e terra, in un cammino comune di Dio e dell\u2019uomo, il presupposto imprescindibile per la costruzione di un mondo nuovo, che non sia frutto di equilibri di egoismi, di armi, di algoritmi economici, ma accoglienza della gloria di Dio che risplende nell\u2019uomo vivente: uomini, donne, bambini, anziani, nella loro diversit\u00e0 sessuale, culturale, sociale, razziale, religiosa, che hanno diritto a vivere in pace e abitare la propria terra e la propria casa, \u00a0per costruire uno sviluppo sostenibile, nel rispetto dell\u2019ambiente, nella professione del proprio credo religioso, nell\u2019uso delle proprie risorse per il bene comune e la crescita dignitosa di tutti.<\/p>\n<p>Il Natale del Signore ci riconsegna l\u2019energia per credere in un mondo nuovo, in cui cielo e terra si integrano alla perfezione e il grande progetto di Dio: \u00abDio, infatti, ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perch\u00e9 chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perch\u00e9 il mondo sia salvato per mezzo di lui\u00bb (Gv 3,16-17), torna ad essere un progetto possibile, anche per gli uomini che Egli ama e sia tradotto in processi politici, economici, sociali culturali e ovviamente religiosi.<\/p>\n<p>Il grande garante dell\u2019umanit\u00e0 \u00e8 Dio! Il grande garante della pace \u00e8 Dio! La storia ci ha dimostrato che non \u00e8 Dio a nuocere all\u2019uomo, quanto l\u2019uomo, ubriaco e infatuato della sua potenza, al punto di credersi Dio, che nuoce a s\u00e9 stesso e ai suoi simili.<\/p>\n<p>Noi, gente comune, credenti, consapevoli della propria fragilit\u00e0, vogliamo impegnarci a fare la nostra parte negli ambienti dove la provvidenza di Dio ci ha messo a vivere. Ci impegniamo a vivere su questa terra che non rinneghiamo, senza dimenticare il cielo; vogliamo dipingere la terra di cielo e contaminare il cielo di terra, autorizzati da Colui che si \u00e8 contaminato con la nostra umanit\u00e0 e che ancora una volta, con i nostri padri professiamo:\u00a0<em>vero Dio e vero Uomo!<\/em><\/p>\n<p>Ci impegniamo a vivere disarmati e a coltivare progetti disarmanti; vogliamo mettere i dazi a tutto quello che \u00e8 cattiveria, maldicenza, calunnia, discredito degli altri in tutte le forme e attraverso ogni mezzo, individualismo, autoreferenzialit\u00e0 e tutti quegli atteggiamenti che creano conflitti e logorano i tessuti comunitari.<\/p>\n<p>Vogliamo creare nelle nostre comunit\u00e0 spazi di dialogo, di incontro, di accoglienza, di integrazione per educare e dare corpo concretamente alla pace, perch\u00e9 siamo convinti che la pace \u00e8 possibile!<\/p>\n<p>Con le parole di una poesia della Madre Anna Maria C\u00e0nopi, vorrei che avessimo un pensiero di affetto fraterno verso tutti coloro che non avranno pace nemmeno in questo Natale, perch\u00e9 non perdano la speranza e che, magari anche fuori stagione, arrivi anche per loro il Natale di un mondo nuovo.<\/p>\n<p><em>Altro Natale: culle insanguinate senza lacrime di madri,<\/em><\/p>\n<p><em>pianti sconsolati di fame, senza latte, senza pace, senza ninne nanne.<\/em><\/p>\n<p><em>Altro Natale, non con il piccolo presepe tra gente semplice, fedele,<\/em><\/p>\n<p><em>ma su strade d\u2019asfalto, tra l\u2019urlo dei motori nel brivido della morte violenta.<\/em><\/p>\n<p><em>Altro Natale senza compassione, dove Tu, Dio, vuoi nascere ancora per amare con cuore d\u2019uomo.<\/em><\/p>\n<p><em>Vieni, non mancare, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 sempre Lei ad aspettarti in mezzo a noi:<\/em><\/p>\n<p><em>la Povera, la Vergine, la Madre.<\/em><\/p>\n<p>A tutti, amiche e amici, donne e uomini che Dio ama auguro un Natale di pace, con l\u2019auspicio che nel tempo che si aprir\u00e0 davanti a noi finalmente, lo Spirito del Signore susciti una umanit\u00e0 che sia germoglio di pace e decida in cuor suo di costruire un mondo in cui: \u00abIl lupo dimorer\u00e0 insieme con l\u2019agnello; il leopardo si sdraier\u00e0 accanto al capretto; il vitello e il leoncello pascoleranno insieme e un piccolo fanciullo li guider\u00e0. La mucca e l\u2019orsa pascoleranno insieme; i loro piccoli si sdraieranno insieme. Il leone si ciber\u00e0 di paglia, come il bue. Il lattante si trastuller\u00e0 sulla buca della vipera; il bambino metter\u00e0 la mano nel covo del serpente velenoso. Non agiranno pi\u00f9 iniquamente n\u00e9 saccheggeranno in tutto il mio santo monte, perch\u00e9 la conoscenza del Signore riempir\u00e0 la terra come le acque ricoprono il mare\u00bb (Is 11, 6-9).<\/p>\n<p>A tutti il Signore dia pace,<\/p>\n<p><strong>BUON NATALE!<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Il Vescovo Giovanni<\/em><\/strong><\/p>\n<div class=\"addtoany_share_save_container addtoany_content addtoany_content_bottom\">\n<div class=\"a2a_kit a2a_kit_size_24 addtoany_list\" data-a2a-url=\"https:\/\/www.diocesibrindisiostuni.it\/lasciamo-che-il-cielo-torni-sulla-terra\/\" data-a2a-title=\"LASCIAMO CHE IL CIELO TORNI SULLA TERRA\"><time class=\"entry-date published\" datetime=\"2025-12-14T07:00:06+01:00\">14 Dicembre 2025<\/time><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carissimi fratelli e sorelle che Dio ama, il Natale ci ripropone la colonna sonora che accompagna l\u2019evento della nascita di Ges\u00f9 e che in questo tempo della nostra storia, particolarmente buio e angosciante, diventa il messaggio che Dio propone alla nostra inquieta umanit\u00e0, perch\u00e9 ritrovi la via della pace. 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