{"id":3587,"date":"2026-08-30T20:30:57","date_gmt":"2026-08-30T18:30:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sancarlodigesubrindisi.it\/it\/?p=3587"},"modified":"2026-09-28T15:30:48","modified_gmt":"2026-09-28T13:30:48","slug":"custodi-di-fratelli-artigiani-di-speranza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sancarlodigesubrindisi.it\/it\/custodi-di-fratelli-artigiani-di-speranza\/","title":{"rendered":"Custodi di fratelli, artigiani di speranza"},"content":{"rendered":"<p>Ger. 20,7-9 \u00b7 Mt 16,21-27 &#8211; XXII Domenica TO &#8211; A<\/p>\n<p><strong>\u00abSe<em> qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi s\u00e9 stesso, prenda la sua croce e mi segua\u00bb<\/em>, <\/strong>parole che conosciamo bene, forse troppo, al punto da non lasciarci pi\u00f9 provocare. Ges\u00f9 non parla di sofferenze astratte o inevitabili, ma di una scelta precisa: non vivere solo per s\u00e9 stessi, sentirsi responsabili degli altri, non restare spettatori della realt\u00e0.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Per capirla davvero, dobbiamo avere il coraggio di guardare alla nostra citt\u00e0, alla nostra terra, anche a ci\u00f2 che \u00e8 accaduto in questi giorni. Il Vangelo non resta lontano dalla vita: entra nelle nostre strade, case, famiglie, scuole, luoghi di lavoro, negli spazi dei nostri giovani.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Domandiamoci allora: che cosa ci sta dicendo il Signore, qui e ora, attraverso ci\u00f2 che accade intorno a noi?<\/p>\n<p><strong>\u00abDov&#8217;\u00e8 tuo fratello?\u00bb <\/strong>\u00e8 la domanda che attraversa tutta la Bibbia. Dio la rivolge a Caino, e Caino risponde: <em>\u00abNon lo so. Sono forse io il custode di mio fratello?\u00bb<\/em>. \u00c8 come dire: <em>\u00abNon mi riguarda, ognuno pensi a s\u00e9 stesso\u00bb<\/em>. Salvo che, Caino sapeva benissimo cosa fosse accaduto a suo fratello.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Il Vangelo risponde esattamente il contrario: <strong>sei tu il custode di tuo fratello<\/strong>. Non significa sentirsi responsabili di tutto il male del mondo, ma non poter vivere pensando che il bene e il male degli altri non ci riguardino. Questa domanda ci raggiunge nelle cronache della nostra citt\u00e0. Lasciamoci scandalizzare da alcuni fatti accaduti in questo mese, non per farne un bollettino di cronaca, ma per interrogarci: <strong>cosa posso fare io per gli altri?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il diritto di vivere senza paura <\/strong>\u00e8 ci\u00f2 che avranno pensato nell&#8217;ufficio postale di viale Commenda durante la rapina a mano armata dell&#8217;altro giorno. Dietro una rapina non c&#8217;\u00e8 solo un reato: c&#8217;\u00e8 una comunit\u00e0 che sperimenta paura, persone minacciate mentre lavorano, anziani che temono di entrare in un ufficio postale, cittadini che si domandano se la propria citt\u00e0 sia ancora sicura.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Il Vangelo ci chiede: cosa significa costruire una citt\u00e0 dove si possa vivere senza paura? La sicurezza non \u00e8 solo questione di forze dell&#8217;ordine, ma anche educativa e culturale: una societ\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 sicura quando insegna il valore della vita, del rispetto, della legalit\u00e0, della dignit\u00e0 dell&#8217;altro.<\/p>\n<p><strong>Il rispetto della persona <\/strong>\u00e8 venuto meno pochi giorni fa, nel centro citt\u00e0, dove prima una donna di circa cinquant&#8217;anni e poi una di ventidue sono state aggredite e molestate sessualmente. Potremmo dire solo <strong>\u00ab\u00e8 terribile\u00bb<\/strong> \u2014 e lo \u00e8 \u2014 ma il Vangelo ci chiede di pi\u00f9: <strong>che cultura stiamo costruendo?<\/strong> Quando una persona viene aggredita e toccata contro la propria volont\u00e0, \u00e8 una persona, non un corpo a disposizione degli altri.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Non basta dire ai giovani cosa non devono fare: dobbiamo insegnare loro cosa significa amare, il rispetto e il consenso, a riconoscere nell&#8217;altro una persona e non un oggetto. Dobbiamo educare i sentimenti, le relazioni, il modo di stare insieme. Ed emerge qui una responsabilit\u00e0 enorme della famiglia, della scuola, della Chiesa, di tutti gli adulti.<\/p>\n<p><strong>La violenza gratuita <\/strong>\u00e8 quanto hanno cercato di impedire quei passanti che pochi giorni fa hanno bloccato un uomo che lanciava pietre contro le auto tra Materdomini e Casale. Un gesto che pu\u00f2 sembrare assurdo, ma proprio per questo deve far riflettere: dietro pu\u00f2 nascondersi una vita ferita, una rabbia non gestita, una fragilit\u00e0, una dipendenza, un disagio.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Per questo la societ\u00e0 ha bisogno non solo di punire il male, ma di prevenirlo: educare, ascoltare, intercettare il disagio prima che diventi violenza, essere comunit\u00e0 capaci di non lasciare sole le persone.<\/p>\n<p><strong>Il bene comune non \u00e8 di nessuno, \u00e8 di tutti. <\/strong>Forse lo abbiamo pensato in molti dopo il secondo incendio che ha danneggiato l&#8217;ingresso di una palestra nel nostro quartiere. Quando qualcuno danneggia una palestra, una scuola, una piazza, una struttura della comunit\u00e0, non danneggia qualcosa che <strong>\u00abnon appartiene a nessuno\u00bb<\/strong>: danneggia ci\u00f2 che appartiene a tutti. Abbiamo dimenticato il significato di bene comune e il dovere di custodire.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Custodire \u00e8 parola profondamente biblica: Dio affida all&#8217;uomo il mondo perch\u00e9 lo custodisca. Essere cristiani significa imparare a custodire \u2014 le persone, i luoghi, la citt\u00e0, tutto ci\u00f2 che ci \u00e8 affidato.<\/p>\n<p><strong>La cultura dello sballo <\/strong>ha avuto un piccolo intoppo nel porto di Brindisi, dove sono stati arrestati due turisti tedeschi provenienti dalla Grecia con diverse sostanze stupefacenti: ketamina, amfetamina, LSD, ecstasy e altre droghe.<\/p>\n<p>Potremmo dire \u00ab\u00e8 un problema delle forze dell&#8217;ordine\u00bb, ma dietro la droga c&#8217;\u00e8 una domanda pi\u00f9 profonda. Perch\u00e9 una persona sente il bisogno di stordirsi per divertirsi? Perch\u00e9 abbiamo costruito una cultura in cui, per stare bene, bisogna perdere il controllo? Perch\u00e9 il divertimento viene confuso con lo sballo? Ma la vera domanda \u00e8: cosa stiamo offrendo ai nostri giovani in alternativa?<\/p>\n<p><strong>Una comunit\u00e0 che non lascia soli i giovani,<\/strong> <strong>ha anche il dovere del controllo.<\/strong> Nelle zone della movida della nostra citt\u00e0, nei giorni scorsi, ci sono stati tre arresti e quattro denunce. Un giovane ha bisogno di limiti ma anche di opportunit\u00e0, di regole ma anche di fiducia, di adulti capaci di dire <strong>\u00abno\u00bb<\/strong>, ma soprattutto di adulti capaci di dire <strong>\u00abio ci sono<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Forse questa \u00e8 una delle croci che Ges\u00f9 ci chiede di portare oggi: essere loro accanto. Non per convertirli al nostro pensiero, ma per ascoltarli. Educare \u00e8 faticoso \u2014 richiede tempo, pazienza, coerenza; richiede di ascoltare quando sarebbe pi\u00f9 semplice giudicare, di accompagnare quando sarebbe pi\u00f9 comodo abbandonare.<\/p>\n<p><strong>La responsabilit\u00e0 nasce dalla capacit\u00e0 di rispondere\u00a0 <\/strong>alla domanda: <em><strong>\u00ab<\/strong>Dov&#8217;\u00e8 tuo fratello?<strong>\u00bb<\/strong><\/em>. Non possiamo dire: \u00abNon lo so, sono forse io il custode di mio fratello?\u00bb. La risposta cristiana \u00e8 s\u00ec: io sono custode di mio fratello.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Non posso risolvere tutti i problemi del mondo, ma posso <strong>IO<\/strong> fare qualcosa. Non posso cambiare tutta Brindisi, ma posso <strong>IO<\/strong> cambiare il modo in cui la vivo. Non posso impedire ogni violenza, ma posso <strong>IO<\/strong> non essere violento. Non posso eliminare la solitudine, ma posso <strong>IO<\/strong> non lasciare solo chi mi sta vicino. Non posso educare tutti i giovani, ma posso <strong>IO<\/strong> educare bene quelli che Dio mi ha affidato. Questa \u00e8 la responsabilit\u00e0 cristiana: non ci schiaccia, ma ci rende protagonisti del bene.<\/p>\n<p><strong>La croce non \u00e8 cercare il dolore: \u00e8 scegliere l&#8217;amore, <\/strong>Ci apre alla frase di Ges\u00f9: <em>\u00abChi avr\u00e0 perduto la propria vita per causa mia, la trover\u00e0\u00bb<\/em> . Il mondo dice <strong>\u00abconservati\u00bb<\/strong>, Ges\u00f9 dice <strong>\u00abdonati\u00bb<\/strong>; il mondo dice <strong>\u00abpensa a te stesso<\/strong>\u00bb, Ges\u00f9 dice <strong>\u00abama\u00bb<\/strong>; il mondo dice <strong>\u00abnon immischiarti\u00bb<\/strong>, Ges\u00f9 dice <strong>\u00abprendi la tua croce<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">La croce non significa cercare la sofferenza. Significa che quando amare richiede un sacrificio, quando dire la verit\u00e0 costa consenso, quando educare \u00e8 faticoso, quando servire \u00e8 scomodo, non scappiamo.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Quando il mondo ci chiede di essere spettatori, noi scegliamo di essere discepoli<\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00abSeguimi\u00bb <\/strong>\u00e8 l&#8217;ultima parola dopo <strong>\u00abprendi la croce\u00bb<\/strong>. Una parola di speranza, perch\u00e9 una croce senza Cristo diventa solo peso. Non \u00e8 la sofferenza a salvare, n\u00e9 il sacrificio: \u00e8 l&#8217;amore. Ges\u00f9 non ci chiede di portare la croce per essere tristi, ma di portarla dietro di Lui, che ha gi\u00e0 percorso quella strada.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Nel Vangelo di oggi, Pietro cerca di allontanare Ges\u00f9 dalla croce e si sente rispondere: <em>\u00abVa&#8217; dietro a me, Satana!\u00bb<\/em>. Anche il discepolo pi\u00f9 vicino fa fatica a capire; anche noi facciamo fatica.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Ma Ges\u00f9 sa cosa significa essere rifiutato, tradito, non ascoltato; sa cosa significa amare fino alla fine. E sa che la croce non \u00e8 l&#8217;ultima parola: l&#8217;ultima parola \u00e8 la risurrezione. Per questo il cristiano <strong>non dice \u00abnon c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 niente da fare\u00bb<\/strong>, ma <strong>continua a credere che il bene \u00e8 possibile<\/strong>: continua a costruire, educare, perdonare, servire, amare.<\/p>\n<p><strong>Terminiamo<\/strong> con una sola domanda: <strong>qual \u00e8 la croce che il Signore mi chiede di prendere questa settimana?<\/strong> Forse una persona da perdonare, un figlio da ascoltare, una verit\u00e0 da dire, un&#8217;abitudine da cambiare; forse un povero da aiutare, un giovane da accompagnare, una persona sola da visitare; forse semplicemente il dovere quotidiano da vivere con pi\u00f9 onest\u00e0.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">E quando torneremo per le strade di Brindisi, guardiamo la nostra citt\u00e0 con occhi diversi: non solo per vedere ci\u00f2 che non funziona o indicare il colpevole, ma per domandarci: <strong>\u00abSignore, che cosa posso fare io?\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">La storia non cambia solo quando cambiano i grandi: cambia quando cambiano i cuori. E il Vangelo di oggi ci dice che il primo cuore a cambiare deve essere il nostro. Impariamo a guardare alla nostra citt\u00e0 insieme agli altri, con la mano sulla spalla di chi ci sta accanto. <strong><em>\u00abSe qualcuno vuole venire dietro a me, prenda la sua croce e mi segua\u00bb<\/em><\/strong><\/p>\n<p dir=\"ltr\">\n<p dir=\"ltr\"><em>parroco vito\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ger. 20,7-9 \u00b7 Mt 16,21-27 &#8211; XXII Domenica TO &#8211; A \u00abSe qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi s\u00e9 stesso, prenda la sua croce e mi segua\u00bb, parole che conosciamo bene, forse troppo, al punto da non lasciarci pi\u00f9 provocare. 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