{"id":3623,"date":"2026-09-08T20:19:01","date_gmt":"2026-09-08T18:19:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sancarlodigesubrindisi.it\/it\/?p=3623"},"modified":"2026-09-28T15:29:52","modified_gmt":"2026-09-28T13:29:52","slug":"nativita-della-beata-vergine-maria-il-seme-che-cresce-non-necessita-di-megafono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sancarlodigesubrindisi.it\/it\/nativita-della-beata-vergine-maria-il-seme-che-cresce-non-necessita-di-megafono\/","title":{"rendered":"Nativit\u00e0 della Beata Vergine Maria: il seme che cresce non necessita di megafono."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: right;\"><strong>Riflessione<\/strong> <em>Rm 8,28-30 Mt 1,1-16.18-23<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La liturgia di oggi ci fa fare una cosa che, a prima vista, sembra la pi\u00f9 noiosa che ci sia: metterci davanti un elenco di nomi, la genealogia di Ges\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Un nome dietro l&#8217;altro, generazione dopo generazione. Eppure la Chiesa non ha avuto paura di proclamarla, e non per riempire un vuoto, ma perch\u00e9 in quell&#8217;elenco c&#8217;\u00e8 gi\u00e0 tutto il Vangelo. Perch\u00e9 quei nomi non sono i nomi di una famiglia perfetta.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>C&#8217;\u00e8 Davide<\/strong>, il re secondo il cuore di Dio, ma la genealogia non lo nasconde: Salomone nasce &#8220;da quella che era stata la moglie di Uria&#8221;. Bastano poche parole per ricordarci un peccato pesante, un adulterio e un <strong>uomo mandato a morire<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>C&#8217;\u00e8 Giuda<\/strong>, con la vicenda oscura di Tamar in una storia di <strong>ipocrisia e di maschilismo<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Ci sono Racab e Rut<\/strong>, \u00a0che secondo la mentalit\u00e0 dell&#8217;epoca non avrebbero dovuto neppure comparire, perch\u00e9 <strong>donne straniere.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Ci sono re fedeli e re idolatri, santi e disgraziati<\/strong>, gente di cui non sappiamo nulla e gente di cui sappiamo troppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">In tutto questo ecco la buona notizia (euangh\u00e9lion, il vangelo): <strong>Dio non si incarna in una storia ripulita<\/strong>, prende carne dentro questa umanit\u00e0, quella vera, fatta di fedelt\u00e0 e di tradimenti, di grandezza e di miseria. Ges\u00f9, non scende in un mondo di angeli senza macchia: entra nella nostra genealogia, quella che ci somiglia, quella dove anche noi metteremmo volentieri qualche nome tra parentesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Dio non cancella nessuno<\/strong>, <strong>il peccato non ferma la storia della salvezza: la attraversa<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Se qualcuno di noi porta dentro un nome che vorrebbe togliere dalla propria storia \u2014 un errore, una caduta, una ferita \u2014 sappia che Dio non ha paura di quel nome, si fa carne per assumerlo nella sua vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00c8 proprio dentro la storia dell&#8217;umanit\u00e0 che arriva la chiamata. Nelle storie delle nostre citt\u00e0, nelle piccole storie delle nostre comunit\u00e0 cristiane, dove si intrecciano ogni giorno vicende di fedelt\u00e0 e di peccato; \u00e8 proprio qui, in mezzo a noi, che Dio chiama.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Paolo<\/strong> nella lettera ai romani in quel <strong>tutto<\/strong> (<em>concorre al bene<\/em>) ci pone davanti a qualcosa di sconvolgente: <strong>tutti partecipiamo<\/strong> al sogno di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Tutti siamo stati chiamati<\/strong>, lo ha ricordato con parole altissime il Concilio Vaticano II nella Gaudium et Spes in cui leggiamo che il Figlio di Dio &#8220;<em>con l&#8217;incarnazione si \u00e8 unito in certo modo a ogni uomo<\/em>&#8220;(cfr. n.22). <strong>A ogni uomo<\/strong>, dice il Concilio, <em>non a qualcuno<\/em>, <em>non ai migliori<\/em>, ma <strong>a ciascuno<\/strong>. E per questo \u2014 continua il testo \u2014 dobbiamo credere che lo Spirito Santo d\u00e0 a <strong>tutti<\/strong> la possibilit\u00e0 di essere associati al mistero pasquale.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Davanti a quel <strong>tutto,<\/strong> come cristiani <strong>non possiamo tacere<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Oggi si sentono parole che gelano il sangue, e che di questo passo potrebbero addirittura portare a dire che <em>le barche degli immigrati andrebbero prese a mitragliate<\/em>. Fermiamoci un momento su questa immagine plastica, perch\u00e9 \u00e8 la bestemmia del nostro tempo: fare di un volto un bersaglio, fare di una vita un problema da eliminare. Il Vangelo ci grida esattamente il contrario, perch\u00e9 anche quell&#8217;uomo aggrappato a un barcone porta scritto in s\u00e9 un nome, anche quella madre che stringe il figlio in mezzo al mare ha un nome, e quel nome \u00e8 stato pronunciato da Dio. Ecco\u00a0 la nostra fede: <strong>nessuna vita \u00e8 fuori dalla chiamata di Dio<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Chi pensa che essere cristiani sia un privilegio per pochi eletti deve fare i conti con il Vangelo di questa festa liturgica che ci mostra, nella genealogia, tra gli avi di Ges\u00f9, un omicida, stranieri non ammessi, prevaricatori. Il Vangelo ci rivela cos\u00ec che c&#8217;\u00e8 una trama nascosta in ogni vita, ciascun uomo, ciascuna donna ha il proprio nome pronunciato sulle labbra di Dio.<\/p>\n<p><strong>Maria,<\/strong>\u00a0di cui oggi celebriamo la nascita, \u00e8 colei che a quella chiamata risponde con il pi\u00f9 bello dei &#8220;<em>s\u00ec<\/em>&#8220;: &#8220;<em>Eccomi<\/em>.&#8221; Ma attenzione \u2014 il suo non \u00e8 un &#8220;<em>s\u00ec<\/em>&#8221; cieco, spento, rassegnato, Maria ha anche il coraggio di chiedere: &#8220;<em>Come avverr\u00e0 questo?<\/em>&#8221; Non \u00e8 dubbio, \u00e8 fede adulta di chi si fida a tal punto da poter domandare. \u00c8 il segno di chi si consegna con tutta la propria intelligenza, con tutta la propria libert\u00e0, Dio non cerca esecutori muti ma figli che dicano s\u00ec con gli occhi aperti.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">E poi, accanto a lei, c&#8217;\u00e8 <strong>Giuseppe<\/strong>. Oggi, nel giorno in cui festeggiamo Maria bambina, non possiamo tacere su di lui, l\u2019uomo che pur avendo taciuto, \u00e8 stato decisivo. L&#8217;angelo gli parla in sogno, e lui \u2014 semplicemente \u2014 fa. <strong>Prende<\/strong> con s\u00e9 Maria, la <strong>custodisce<\/strong>, <strong>obbedisce,<\/strong> \u00a0<strong>agisce, <\/strong>e<strong> tutto nel silenzio<\/strong>.<\/p>\n<p>Giuseppe \u00e8 l&#8217;uomo del <strong>silenzio operoso<\/strong>, non fa proclami, non alza la voce, non rivendica nulla, non si mette al centro ma fa la volont\u00e0 del Signore e basta. E proprio in questo suo silenzio <strong>pieno di fatti<\/strong> \u2014 <em>non di parole<\/em> \u2014 che contempliamo come passi la salvezza del mondo.<\/p>\n<p>Ecco, quanto siamo lontani da certo modo di stare al mondo di oggi. C&#8217;\u00e8 chi grida, chi accusa, chi vanta a gran voce cose che non ha fatto, chi giudica dall&#8217;esterno delle mura delle chiese ci\u00f2 che non conosce, e crede che alzare la voce sia gi\u00e0 agire.<\/p>\n<p>Gridare non \u00e8 costruire e puntare il dito, non \u00e8 servire.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Guardiamo invece come lavora Dio nella creazione: una foresta non fa rumore, cresce nel silenzio. Ogni giorno, senza annunci, senza comunicati mediatici, milioni di foglie respirano, radici scendono in profondit\u00e0, la vita avanza \u2014 e nessuno la sente, eppure regge il mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Cos\u00ec \u00e8 la fatica vera, cos\u00ec \u00e8 la Chiesa autentica: non quella che si mette in vetrina, ma quella che ogni giorno, in silenzio e col sudore di chi ha scelto di non restare sul balcone a guardare o a strillare per le strade, tiene aperte le porte, asciuga lacrime, sfama, accompagna, prega. Una comunit\u00e0 viva non si misura dal rumore che fa, ma dal bene che semina senza dirlo. <strong>La luce come l\u2019amore non fa rumore<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Chi giudica da fuori la Chiesa pu\u00f2 vedere solo fabbricati. Chi vive dentro sa che la vera <em>ossatura portante<\/em> \u00e8 fatta di volti, di mani, di ore donate, di gente che non chiede riconoscimenti. \u00c8 la logica di Giuseppe contro la logica del proclamo, \u00e8 il seme contro il megafono, \u00e8 il Vangelo che da sempre sta dalla parte del seme.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Nella festa di Maria bambina, chiediamo tre cose semplici.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La prima: che Dio ci convinca che n<em>essuna delle nostre storie \u00e8 troppo storta<\/em> perch\u00e9 Lui vi entri.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La seconda: il coraggio di Maria, di dire &#8220;eccomi&#8221; con tutto il cuore, <em>senza smettere di essere liberi e intelligenti di chiedere &#8220;come?<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La terza: lo stile di Giuseppe, quello del <em>coraggio del silenzio operoso del fare il bene senza urlarlo<\/em>, di servire senza mettersi in mostra, di lasciare ancora che siano i fatti \u2014 e non le parole \u2014 a parlare per noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Maria bambina, che oggi nasce piccola e nascosta come un seme, ci insegni questa grandezza: quella che non fa rumore, ma porta frutto, perch\u00e9 <strong>l\u2019amore come la luce non fa rumore.<\/strong><\/p>\n<p><em>parroco vito<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riflessione Rm 8,28-30 Mt 1,1-16.18-23 La liturgia di oggi ci fa fare una cosa che, a prima vista, sembra la pi\u00f9 noiosa che ci sia: metterci davanti un elenco di nomi, la genealogia di Ges\u00f9. 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