{"id":3682,"date":"2026-09-20T16:26:07","date_gmt":"2026-09-20T14:26:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sancarlodigesubrindisi.it\/it\/?p=3682"},"modified":"2026-09-28T15:28:51","modified_gmt":"2026-09-28T13:28:51","slug":"le-tre-letture-di-oggi-ci-chiedono-una-conversione-forse-piu-difficile-della-conversione-dei-comportamenti-la-conversione-del-nostro-modo-di-pensare-scrive-isaia-i-miei-pensieri-non-sono-i-vostri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sancarlodigesubrindisi.it\/it\/le-tre-letture-di-oggi-ci-chiedono-una-conversione-forse-piu-difficile-della-conversione-dei-comportamenti-la-conversione-del-nostro-modo-di-pensare-scrive-isaia-i-miei-pensieri-non-sono-i-vostri\/","title":{"rendered":"Le tre letture di oggi ci chiedono una conversione, forse pi\u00f9 difficile della conversione dei comportamenti, la conversione del nostro modo di pensare, scrive Isaia: I miei pensieri non sono i vostri pensieri."},"content":{"rendered":"<p><strong>La prima lettura di Isaia<\/strong> \u00e8 tratta dal <em>secondo Isaia<\/em>. Sullo sfondo c\u2019\u00e8 la dolorosa esperienza dell\u2019esilio: Israele ha perso la terra, il Tempio, le proprie sicurezze e viene ora invitato a credere nuovamente nella possibilit\u00e0 di un futuro. <strong>L\u2019esilio non \u00e8 stato un ritiro spirituale<\/strong>, ma l\u2019esperienza concreta di chi perde tutto: la casa, il lavoro, la propria terra, persino le tombe dei padri, e viene condotto in una terra straniera.<\/p>\n<p><em>Israele non ha imparato Dio sui libri<\/em>: lo ha ritrovato nella fame, nel pianto, nell\u2019umiliazione. La sua fede non \u00e8 maturata tra gli inni del Tempio, ma tra le lacrime di Babilonia: \u00e8 diventata carne prima di diventare parola. \u00c8 la differenza tra chi ha letto che cos\u2019\u00e8 la fame e chi l\u2019ha patita, tra chi canta <em>il Signore \u00e8 vicino<\/em> nella tranquillit\u00e0 dei banchi delle liturgie e chi lo ha scoperto vicino proprio quando tutto gli era stato tolto.<\/p>\n<p>La fede di Israele non \u00e8 una teoria, ma una cicatrice, una vita attraversata. Dio lo hanno incontrato nella propria carne ferita ed \u00e8 proprio da un<em> popolo scartato<\/em> che rinasce la speranza: perch\u00e9 ci\u00f2 che il mondo scarta, Dio lo raccoglie: <strong>\u00abI miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p>Questo significa che Dio \u00e8 incomprensibile? No. Noi calcoliamo, Dio eccede; Noi ricordiamo il debito, Dio apre una possibilit\u00e0; Noi diciamo: \u00abha avuto la sua occasione\u00bb, Dio dice: \u00abpu\u00f2 ancora tornare\u00bb; Noi mettiamo un limite al perdono, Dio largamente perdona.<\/p>\n<p><strong>Paolo, nella lettera Filippesi<\/strong>, scrive mentre \u00e8 prigioniero e non sa quale sar\u00e0 l&#8217;esito della sua vicenda. Potrebbe essere liberato, ma potrebbe anche andare incontro alla morte, ed \u00e8 in questa situazione che pronuncia una delle frasi pi\u00f9 radicali del Nuovo Testamento: <strong>\u00abper me infatti il vivere \u00e8 Cristo e il morire un guadagno\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p>Questo capovolgimento di Paolo, abbracciare la vita di Cristo crocifisso, porta ad un capovolgimento nella nostra vita: dal <em>che cosa conviene a me<\/em>? al c<em>he cosa serve a voi?<\/em> dall&#8217;<em>Io<\/em> al <em>Noi<\/em>, dal <em>possesso<\/em> al <em>dono<\/em>, dalla<em> convenienza<\/em> alla <em>responsabilit\u00e0<\/em>, e per questo conclude: \u00abcomportatevi dunque in modo degno del Vangelo di Cristo\u00bb. Il Vangelo non \u00e8 soltanto qualcosa da credere, deve diventare un modo di stare nella storia\u2026 un padrone che continua a uscire: <strong>\u00abI miei pensieri non sono i vostri pensieri\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Nel Vangelo di Matteo<\/strong> oggi troviamo la parabola:<em> il regno dei cieli \u00e8 simile a un padrone di casa che usc\u00ec all&#8217;alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna<\/em>, una scena normalissima al tempo di Ges\u00f9. I lavoratori giornalieri aspettavano nelle piazze che qualcuno li assumesse, non avere lavoro quel giorno poteva significare non avere il necessario per mantenere la propria famiglia. Il padrone esce all&#8217;alba e concorda con alcuni lavoratori un denaro. Ma poi accade qualcosa di strano, continua ad uscire sino a quando ormai rimane pochissimo tempo per lavorare.<\/p>\n<p>\u00c8 sempre il padrone che esce, non sono gli operai a bussare alla sua porta, \u00e8 lui che continua a cercarli (cfr. Isaia), non riesce a rassegnarsi al fatto che qualcuno sia rimasto fuori dalla vigna e quando incontra gli ultimi e domanda: \u00abperch\u00e9 ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?\u00bb La risposta non \u00e8 perch\u00e9 non avevamo voglia ma \u00e8: \u00abnessuno ci ha chiamati\u00bb.<\/p>\n<p>La conclusione la conosciamo, tutti pagati allo stesso modo e l\u2019invidia dei primi. Ma l\u2019occhio del padrone ha pensieri diversi dai lavoratori, il padrone guarda l&#8217;ultimo e vede un uomo che deve tornare a casa con qualcosa da mettere sulla tavola, mentre il primo guardando lo stesso uomo vede un concorrente che ha ricevuto troppo. La questione non \u00e8 solo la generosit\u00e0 di Dio, ma il modo con cui Dio guarda a ciascun uomo, in modo differente, ogni uomo \u00e8 nel suo cuore di Padre: <strong>\u00abI miei pensieri non sono i vostri pensieri\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Domandiamoci:<\/strong> con quali occhi guardiamo gli altri? Con quelli del padrone del Vangelo di Matteo o con quelli degli operai che mormorano? Con gli occhi di chi pensa che tutto possa essere comprato o con quelli di chi rischia di essere trattato come qualcosa da comprare?<\/p>\n<p><strong>Groenlandia.<\/strong> Negli ultimi mesi si \u00e8 parlato molto della volont\u00e0 degli Stati Uniti di accrescere il proprio controllo sulla Groenlandia, mentre da parte groenlandese \u00e8 stato ribadito che quella terra non \u00e8 in vendita. La questione sembra concludersi con una maggiore significativa presenza per questioni di sicurezza. Verrebbe da dire che cambiando l\u2019ordine dei fattori il risultato non cambia, ma non si vuol guardare a questa vicenda in una prospettiva geopolitica,<strong> interessa piuttosto la domanda che in tutto ci\u00f2 raggiunge la coscienza<\/strong>: <em>pu\u00f2 davvero ogni cosa avere un prezzo? Una terra, un popolo, la libert\u00e0 di decidere il proprio futuro, le risorse, la sicurezza?<\/em><\/p>\n<p>Una delle grandi tentazioni del nostro tempo \u00e8 credere che essere abbastanza forti, tanto da comprare, controllare o conquistare qualcosa significhi avere anche il diritto di possederla. \u00c8 la logica del pi\u00f9 forte, ed \u00e8 l\u2019opposto della parabola di oggi e di tutto il Vangelo. Il padrone del Vangelo possiede il denaro, ma non lo usa per comprare l\u2019uomo, lo usa per restituirgli dignit\u00e0. All\u2019operaio delle cinque non domanda: <em>quanto vali sul mercato?<\/em> Gli permette di tornare a casa con il pane per la sua famiglia.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio qui che la parabola tocca anche un\u2019altra tentazione del nostro tempo: non si comprano soltanto terre e risorse, sempre pi\u00f9 spesso si cerca di comprare anche il consenso delle persone. <strong>Il padrone della parabola invece, d\u00e0 senza trasformare il bisogno dell\u2019operaio della vigna in uno strumento di potere<\/strong>; non approfitta della sua fragilit\u00e0 per legarlo a s\u00e9. La <em>logica della promessa facile<\/em>, di contro, pu\u00f2 nascere proprio quando il bisogno, la paura o la rabbia delle persone diventano strumenti <em>per conquistarne il consenso<\/em> e cos\u00ec il cittadino non \u00e8 pi\u00f9 una coscienza da rispettare e rendere responsabile, ma qualcuno da convincere promettendogli ci\u00f2 che desidera sentirsi dire.<\/p>\n<p>Ascoltare il popolo \u00e8 un dovere. La degenerazione comincia quando alla complessit\u00e0 si sostituisce lo slogan; quando, invece di spiegare, si alimentano paura e rabbia; quando si promette che tutto possa essere ottenuto senza costi e si cerca continuamente qualcuno a cui attribuire la colpa. Il Vangelo segue la direzione opposta: non compra il consenso dell\u2019uomo, ma gli restituisce dignit\u00e0 e responsabilit\u00e0. Perch\u00e9 \u00e8 molto pi\u00f9 facile dire \u00abti do qualcosa subito\u00bb che dire: \u00abcostruiamo insieme qualcosa i cui frutti forse non vedremo noi, ma saranno un bene per chi verr\u00e0 dopo\u00bb.<\/p>\n<p>I pensieri del mondo sono spesso comprare una terra, comprare una persona, comprare il consenso, mentre la parabola propone la logica opposta: non possedere l\u2019altro, ma restituirgli dignit\u00e0: <strong>\u00abI miei pensieri non sono i vostri pensieri\u00bb<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il bollo automobilistico<\/strong>, ad esempio una tassa in meno per un anno, significa certamente qualcosa in pi\u00f9 per un anno nelle tasche di alcuni italiani . <strong>Il cristiano, tuttavia, non deve domandarsi se questa cosa sia di destra o di sinistra<\/strong>, ma <strong>deve farsi una domanda molto pi\u00f9 difficile perch\u00e9 raggiunge la propria coscienza<\/strong>: <em>qual \u00e8 il bene comune?<\/em> La domanda cristiana non pu\u00f2 fermarsi a: <em>quanto ci guadagno io?<\/em> Deve diventare: <em>qual \u00e8 il bene comune?<\/em> Le risorse pubbliche sono risorse della comunit\u00e0 e ogni scelta comporta delle priorit\u00e0: ci\u00f2 che destiniamo a una cosa non potremo destinarlo a un\u2019altra. Quanto valgono un ospedale, una scuola, una famiglia fragile, un uomo?<\/p>\n<p>\u00c8 qui che il Vangelo diventa concreto e duro. Gli operai della prima ora guardano tutto a partire da s\u00e9: <em>io ho lavorato di pi\u00f9, io merito di pi\u00f9<\/em>. Il padrone, invece, riesce a vedere anche l\u2019uomo arrivato alle cinque: anche lui deve tornare a casa con il pane per la propria famiglia. La parabola ci sposta dall\u2019<em>Io<\/em> al <em>Noi<\/em>, da ci\u00f2 che conviene a me a ci\u00f2 che permette anche all\u2019altro di vivere.<\/p>\n<p>La <em>logica del vantaggio facile<\/em> pu\u00f2 insinuarsi proprio qui: quando la persona viene considerata pi\u00f9 come un consenso da conquistare che come una coscienza da rispettare. <em>Ti tolgo una tassa, ti do qualcosa subito<\/em>. La domanda cristiana responsabile dovrebbe anche essere: <em>chi ne sosterr\u00e0 il costo? A cosa rinunceremo? Quali conseguenze avr\u00e0 sugli altri?<\/em> <strong>La coscienza non si compra!<\/strong><\/p>\n<p>Oggi questa responsabilit\u00e0 \u00e8 ancora pi\u00f9 urgente. Soprattutto in un tempo in cui l\u2019intelligenza artificiale pu\u00f2 costruire immagini credibili di fatti mai accaduti, dobbiamo imparare non soltanto a distinguere il bene dal male, ma anche il vero dal falso, i bisogni reali da quelli costruiti per orientare le nostre scelte verso il bene di tutti.<br \/>\n\u00c8 ci\u00f2 che accade anche a Paolo. Desidererebbe lasciare questa vita per essere con Cristo, per lui sarebbe la cosa migliore, ma poi pensa agli altri e comprende che restare pu\u00f2 essere ancora utile ai suoi fratelli. Passa da <em>ci\u00f2 che \u00e8 meglio per me<\/em> a <em>ci\u00f2 che pu\u00f2 essere bene per voi<\/em>. Forse convertirsi nei pensieri significa proprio questo: imparare a non guardare la vita soltanto a partire da noi stessi. <strong>\u00abI miei pensieri non sono i vostri pensieri\u00bb<\/strong><\/p>\n<p><strong>A Brindisi?<\/strong> Come viviamo? Qualcuno ci ha presi a giornata?<\/p>\n<p>In questi giorni \u00e8 aperta una fase delicata della nota vertenza Lyondell Basell (petrolchimico). Dietro le parole i<em>mpianto, riconversione, dismissione, ammortizzatori sociali<\/em> ci sono <em>persone, padri, madri, figli, famiglie<\/em>, e c&#8217;\u00e8 qualcuno che la sera torna a casa e si domanda: <em>che cosa succeder\u00e0 domani?<\/em><\/p>\n<p>E poi ci sono i nostri giovani che studiano, si laureano, mandano curriculum, aspettano, e spesso arriva il giorno in cui prendono una valigia e vanno via. Anche loro sono nella piazza, aspettano che qualcuno gli chieda di fare qualcosa.<\/p>\n<p>Il Vangelo non ci d\u00e0 il piano industriale per Brindisi, ma ci consegna un principio che viene prima di qualunque piano: <strong>l&#8217;uomo non pu\u00f2 essere uno scarto<\/strong>, il lavoro non \u00e8 soltanto produzione, \u00e8 dignit\u00e0.<\/p>\n<p>Il Vangelo non \u00e8 stato proclamato per uscire dalle nostre celebrazioni indignati contro qualcun altro, \u00e8 stato proclamato per convertire noi, perch\u00e9 la <em>logica del consenso<\/em> non esiste soltanto nei palazzi, esiste anche nel nostro cuore. Ogni volta che preferiamo una bugia semplice a una verit\u00e0 complessa, che condividiamo una notizia perch\u00e9 conferma quello che gi\u00e0 pensavamo senza verificare se sia vera, che abbiamo bisogno di un nemico, che diciamo: <em>prima noi, quelli non meritano, quelli sono tutti uguali, quelli sono il problema<\/em>; noi siamo gi\u00e0 entrati nella logica degli operai della prima ora. Attenzione per\u00f2, il padrone <strong>non<\/strong> dice egoista, <strong>non<\/strong> dice vattene, <strong>dice: Amico.<\/strong><\/p>\n<p>Sta mormorando contro di lui e Dio continua a chiamarlo amico, perch\u00e9 Dio non vuole vincere una discussione, vuole convertire il suo cuore. In altri termini in quella parola <strong>egoista<\/strong> gli sta chiedendo: <em>perch\u00e9 per stare meglio tu hai bisogno che qualcuno abbia meno? Perch\u00e9 per sentirti sicuro hai bisogno di qualcuno da temere? Perch\u00e9 per sentirti appartenente a qualcosa hai bisogno di qualcuno da odiare?<\/em> Dio dice <strong>\u00abI miei pensieri non sono i vostri pensieri\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>Allora ripensiamo a Paolo, alla sua affermazione di fede <strong>per me vivere \u00e8 Cristo e rimanere \u00e8 pi\u00f9 necessario per voi<\/strong>.<\/p>\n<p>Ecco l&#8217;uomo veramente libero, quello che non grida pi\u00f9 forte, che non ripete lo slogan pi\u00f9 efficace, che non appartiene alla tifoseria vincente, che \u00e8 libero e riesce ancora a pensare.<\/p>\n<p>Ecco l\u2019uomo che cerca la verit\u00e0 anche quando la verit\u00e0 disturba le proprie convinzioni, che sa dire: <em>mi sono sbagliato<\/em>, che non si domanda <em>che cosa conviene a me?<\/em> ma che si interroga che <em>cosa accadr\u00e0 agli ultimi?<\/em><\/p>\n<p>Allora in questa settimana portiamoci qualche \u201csemplice domanda\u201d<\/p>\n<p><em>Chi sta pensando al posto mio?<\/em><\/p>\n<p><em>Quando apro il telefono al mattino: chi sta decidendo che cosa devo vedere?<\/em><\/p>\n<p><em>Chi decide di che cosa e di chi devo avere paura?<\/em><\/p>\n<p><em>Chi decide contro chi devo arrabbiarmi?<\/em><\/p>\n<p><em>Quando qualcuno mi promette qualcosa: sono ancora capace di domandare quanto costa? Chi lo pagher\u00e0? Che cosa non potremo fare altrove?<\/em><\/p>\n<p><em>Quando qualcuno mi indica un nemico: sono ancora capace di domandare se davanti a me ci sia invece una persona?<\/em><\/p>\n<p><strong>La libert\u00e0 dei cristiani<\/strong> non \u00e8 avere tutti la stessa opinione, \u00e8 avere coscienze libere, coscienze che nessuno pu\u00f2 comprare con promesse per la \u201cpancia\u201d.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 la libert\u00e0<\/strong> di chi non cede all\u2019inganno di nessuna propaganda, di chi non si lascia convincere che la sofferenza di un uomo possa valere solo perch\u00e9 appartiene ad un\u2019altra parte.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 la libert\u00e0<\/strong> di chi non si lascia conquistare da slogan, ma gridando il Vangelo con la propria vita dice <strong>\u00abper me vivere \u00e8 Cristo\u00bb<\/strong>. E forse \u00e8 anche questo ascoltare il profeta:<strong> \u00abI miei pensieri non sono i vostri pensieri\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>Oggi, alla fine della lettura del Vangelo, un detenuto mi ha detto: <em>A me non piace la parola padrone. Io non sono un cane.<\/em><\/p>\n<p>E forse, senza saperlo, mi ha aiutato a capire ancora pi\u00f9 a fondo questa Parola.Perch\u00e9 quando noi sentiamo la parola <em>padrone<\/em>, pensiamo subito a qualcuno che possiede, comanda, decide sugli altri.<\/p>\n<p>\u00c8 il nostro modo di pensare il potere, ma il <strong>\u201cpadrone\u201d del Vangelo<\/strong> <strong>\u00e8 completamente diverso<\/strong>: non schiaccia chi sta sotto di lui,\u00a0 si accorge di chi \u00e8 rimasto indietro; esce continuamente a cercare chi nessuno ha chiamato, si avvicina agli ultimi e restituisce loro dignit\u00e0.<\/p>\n<p>Ecco allora la conversione che ci viene chiesta: <strong>anche la nostra idea di Dio deve cambiare<\/strong>. Il padrone secondo il mondo possiede gli uomini; Dio, invece, si mette al loro servizio. Il padrone secondo il mondo cerca il proprio interesse; Dio vede il bisogno dell\u2019ultimo.<\/p>\n<p>Forse proprio grazie alla semplicit\u00e0 di quel detenuto che possiamo essere aiutati a comprendere davvero come il nostro modo di sentirci padroni non \u00e8 il modo di Dio, ed il Vangelo di oggi ce lo mostra con una forza straordinaria: <strong>\u00abI miei pensieri non sono i vostri pensieri\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>parroco vito<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La prima lettura di Isaia \u00e8 tratta dal secondo Isaia. Sullo sfondo c\u2019\u00e8 la dolorosa esperienza dell\u2019esilio: Israele ha perso la terra, il Tempio, le proprie sicurezze e viene ora invitato a credere nuovamente nella possibilit\u00e0 di un futuro. 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