{"id":3760,"date":"2026-10-11T20:05:03","date_gmt":"2026-10-11T18:05:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sancarlodigesubrindisi.it\/it\/?p=3760"},"modified":"2026-10-11T20:05:03","modified_gmt":"2026-10-11T18:05:03","slug":"vangelo-vita-andate-ai-pozzi-i-crocicchi-sono-pieni-di-strade-i-pozzi-di-storie-is-256-10a-mt-221-14-nella-scrittura-il-banchetto-e-una-delle-immagini-con-cui-viene-raccontata-la-salvezza-di-d","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sancarlodigesubrindisi.it\/it\/vangelo-vita-andate-ai-pozzi-i-crocicchi-sono-pieni-di-strade-i-pozzi-di-storie-is-256-10a-mt-221-14-nella-scrittura-il-banchetto-e-una-delle-immagini-con-cui-viene-raccontata-la-salvezza-di-d\/","title":{"rendered":"Vangelo &#038; Vita. Andate ai pozzi. I crocicchi sono pieni di strade, i pozzi di storie Is 25,6-10a Mt 22,1-14. Nella Scrittura il banchetto \u00e8 una delle immagini con cui viene raccontata la salvezza di Dio."},"content":{"rendered":"<p><strong>Isaia<\/strong> annuncia il giorno in cui il Signore preparer\u00e0 sul monte un banchetto <strong>\u00abper tutti i popoli\u00bb<\/strong>. \u00c8 l\u2019orizzonte universale della promessa: Dio toglier\u00e0 il velo che copre le genti, eliminer\u00e0 la morte e asciugher\u00e0 <strong>\u00able lacrime su ogni volto\u00bb<\/strong>. La salvezza annunciata a Israele si apre cos\u00ec alla convocazione di tutti i popoli.<\/p>\n<p>In <strong>Matteo<\/strong> ritroviamo lo stesso orizzonte biblico nell\u2019immagine di un <strong>banchetto di nozze<\/strong>. Il Regno \u00e8 gi\u00e0 preparato \u2014 <strong>\u00abtutto \u00e8 pronto\u00bb<\/strong> \u2014 ma coloro che erano stati invitati rifiutano. Il rifiuto, per\u00f2, non ferma il progetto del re: l\u2019invito si allarga fino ai <strong>crocicchi delle strade<\/strong>, dove i servi raccolgono <strong>\u00abtutti quelli che trovarono, cattivi e buoni\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 una <strong>parola<\/strong>, nel testo greco del Vangelo di Matteo che mi colpisce e che forse ho spesso attraversato troppo velocemente. La parola \u00e8 <em>\u03c0\u03bf\u03c1\u03b5\u03cd\u03b5\u03c3\u03b8\u03b5 (pore\u00faesthe)<\/em> <strong>andate<\/strong>, e subito dopo Matteo racconta che i servi, <em>\u1f10\u03be\u03b5\u03bb\u03b8\u03cc\u03bd\u03c4\u03b5\u03c2 (exelth\u00f3ntes)<\/em>, <strong>usciti<\/strong>, andarono per le strade. Il re dice <strong>andate<\/strong> ed i servi <strong>escono<\/strong>, forse <strong>andate<\/strong> \u00e8 la parola pi\u00f9 importante: prima che \u00abchiamati\u00bb, \u00abeletti\u00bb, \u00abdegni\u00bb.<\/p>\n<p>Ad un certo punto abbiamo aperto la porta, abbiamo acceso la luce, abbiamo preparato tutto e la sala del banchetto non si riempie, continuando ad aspettare sulla soglia.<\/p>\n<p>Possiamo stare sulla soglia anche tutta la vita, continuando ad essere una <strong>Chiesa che aspetta<\/strong>. Aspettiamo che vengano, che qualcuno ritorni magari per nostalgia, che qualcuno chieda, che chi vive situazioni di fragilit\u00e0 venga a bussare.<\/p>\n<p>Ma il Vangelo oggi cambia il verbo, da <strong>aspettiamo<\/strong> ad <strong>andate<\/strong>. Ed \u00e8 proprio qui che l\u2019immagine della soglia incontra l\u2019immagine che accompagna il cammino della nostra Chiesa diocesana: <strong>il pozzo<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Ges\u00f9 non aspetta<\/strong> la Samaritana nella sinagoga, va dove quella donna vive e si siede sulla quotidianit\u00e0 della sua sete, della sua storia.<\/p>\n<p><strong>Il pozzo<\/strong> \u00e8 il luogo della vita, della sete, dove prima o poi tutti devono andare. Non c\u2019\u00e8 nessuno che prima o poi <strong>non abbia sete<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Tutti hanno sete<\/strong> chi ha fede e chi non crede, chi ha portato avanti il proprio matrimonio e chi lo ha visto fallire, chi sceglie di convivere, chi vive l&#8217;amore diversamente da noi, chi viene ogni domenica in chiesa e chi non mette piede da anni. Prima delle nostre definizioni vi \u00e8 la persona, con la sua anfora semivuota e la sua sete.<\/p>\n<p>A me pare che i <em>crocicchi<\/em> del Vangelo ed il <em>pozzo di Sicar<\/em> possano diventare per noi la stessa immagine. Il pozzo che abbiamo realizzato nella nostra piccola chiesa, potr\u00e0 aiutarci a ricordare, durante quest\u2019anno, che andare ai crocicchi significa andare ai pozzi, andare nei luoghi in cui la vita accade.<\/p>\n<p><strong>Andare ai pozzi<\/strong> per incontrare, non per una strategia pastorale di voler riportare la gente dentro. Ges\u00f9 davanti alla Samaritana non comincia parlando della donna, comincia chiedendo: \u00abDammi da bere\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 impressionante<\/strong>. Cristo si presenta bisognoso davanti a quella donna, ha da darle l\u2019acqua viva, ma prima le chiede qualcosa. \u00c8 un grande insegnamento per la mia vita. Quando incontro qualcuno che pensa diversamente da me, che vive diversamente da me, non devo trovare spontaneo chiedermi cosa posso dirgli, Cristo mi suggerisce invece: <em>che cosa pu\u00f2 dire a me questa persona?<\/em> Pu\u00f2 accadere che le sue domande possono aiutare me a capire.<\/p>\n<p>Prendere sul serio quell\u2019andate, <em>capovolge il modo di vivere ed essere fraternit\u00e0 parrocchiale<\/em>.<\/p>\n<p>La domanda a questo punto si fa concreta: <strong>dove incontriamo realmente le persone che non frequentano i nostri ambienti?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dove sono i pozzi di Brindisi?<\/strong> I pozzi nella nostra citt\u00e0 sono l\u00e0 dove i giovani cercano futuro, una coppia che attraversa una ferita, una famiglia che prova a tenersi insieme, dove qualcuno affronta un lutto o una crisi, dove si lavora e dove si cerca lavoro, dove si fa cultura, dove ci si aggrega, nei luoghi digitali.<\/p>\n<p>Ma a questo punto si fa stringente. <strong>Dove sono i pozzi nel nostro quartiere Santa Chiara?<\/strong><\/p>\n<p>Nel parcheggio del <em>supermercato<\/em> a 300 metri da noi, i ragazzi davanti all\u2019istituto<em> Majorana<\/em>, gli <em>anziani<\/em> della RSA San Francesco, i <em>poveri<\/em> che ogni giorno vengono per il pasto alla mensa Caritas, gli <em>studenti<\/em> che attendono il bus proprio sul nostro marciapiede, i <em>poveri<\/em> che vengono a chiedere cibo al nostro Emporio, gli <em>anziani<\/em> che si fanno compagnia a piazza Sapri e che quando piove non sanno dove andare e cosa fare.<\/p>\n<p>E qui c&#8217;\u00e8 forse la cosa pi\u00f9 bella a cui richiama la nostra chiesa locale, ovvero <strong>non ci viene chiesto di portare persone al pozzo, il pozzo \u00e8 gi\u00e0 dove sono loro.<\/strong> Il pozzo non dobbiamo costruirlo noi, dobbiamo saper riconoscere dove la gente sta gi\u00e0 con la propria anfora.<\/p>\n<p>Forse per troppo tempo ci siamo accontentati di lasciare la porta aperta, pensando che prima o poi qualcuno sarebbe entrato. Oggi il Vangelo ci chiede altro: siamo noi a doverci mettere per strada.<\/p>\n<p>Ognuno di noi conosce qualcuno che magari \u00e8 lontano: una coppia sposata, un amico ateo, una coppia divorziata e risposata, due persone che convivono, qualcuno che si \u00e8 sentito giudicato dalla Chiesa, qualcuno che se n\u2019\u00e8 andato, due persone dello stesso sesso che si amano.<\/p>\n<p>Non si tratta di convocarli per spiegare loro chiss\u00e0 cosa, potremmo semplicemente dire: <strong>venite e confrontiamoci<\/strong>, magari a partire da una parola che appartiene a tutti: <strong>cosa significa per te amare<\/strong>.<\/p>\n<p>Forse amare significa smettere di aspettare che l\u2019altro raggiunga il posto in cui siamo noi, per provare a raggiungerlo nella sua storia.<\/p>\n<p><strong>Prima vengo io al tuo pozzo<\/strong>, mi siedo accanto a te, ti ascolto e ti domando: <strong>\u00abraccontami che cosa chiami amore\u00bb<\/strong>; poi provo anch\u2019io a raccontarti che cosa chiamo amore, che cosa ho scoperto dell\u2019amore incontrando Cristo ma, senza usare il Vangelo come una pietra e senza nascondere ci\u00f2 che credo. Perch\u00e9 forse l\u2019amore comincia proprio cos\u00ec: <strong>sono io a dover fare il primo passo<\/strong>.<\/p>\n<p>Siamo tutti <strong>coinvolti<\/strong>, soprattutto noi cristiani che entriamo in chiesa ogni domenica. Dobbiamo accettare di sederci a quel pozzo e rispondere alla stessa domanda, senza essere quelli che arrivano con la risposta gi\u00e0 pronta, mentre gli altri devono soltanto ascoltarci.<\/p>\n<p><strong>Fanno bene anche a noi<\/strong> le domande del tipo che cosa chiamo amore? Che cosa significa per me amare? Quando mi sono sentito veramente amato? Che cosa mi ferisce nell\u2019amore? Che cosa rende vera una relazione? Che cosa significa fedelt\u00e0? Che cosa chiedo alla Chiesa quando parla dell\u2019amore? Che cosa, invece, non riesco ad accettare di quello che la Chiesa dice?<\/p>\n<p>Non dobbiamo avere <strong>paura<\/strong> di dire ci\u00f2 che crediamo, non dobbiamo avere paura neppure di ascoltare. Il dialogo al pozzo tra Ges\u00f9 e la samaritana entra nella vita della donna, dalle sue relazioni con gli uomini alla sua relazione con Dio.<\/p>\n<p>Al pozzo possiamo scoprire di essere lontani su alcune questioni, ma almeno avremo cominciato a parlarci, guardandoci in faccia.<\/p>\n<p><strong>Andare al pozzo non significa dire che tutto \u00e8 uguale<\/strong>, \u00e8 entrare nella vita concreta: \u00e8 ci\u00f2 che Dio stesso ha fatto entrando nella nostra storia. Possiamo dire con chiarezza ci\u00f2 che crediamo senza pretendere per questo di prendere il posto della coscienza dell\u2019altra persona.<\/p>\n<p><strong>\u00abTutti quelli che troverete, chiamateli\u00bb<\/strong>, questa frase mi provoca perch\u00e9 noi rischiamo sempre di aggiungere qualcosa per addomesticare: tutti quelli che troverete, <strong>purch\u00e9<\/strong>&#8230; Il Vangelo invece dice: tutti quelli che troverete.<\/p>\n<p>E noi non possiamo annunciare il Vangelo senza entrare, con rispetto, nella storia concreta delle persone. Ges\u00f9 conosce bene la storia della Samaritana e non usa quello che sa per umiliarla, ma diventa la possibilit\u00e0 di rileggere la propria storia e di riprendere il cammino.<\/p>\n<p>Spesso <strong>per noi l\u2019altro \u00e8 la sua situazione<\/strong> di divorziato, convivente, omosessuale, credente, non credente; Isaia invece mi fa pensare anzitutto ad un volto sul quale Dio vede delle lacrime.<\/p>\n<p><strong>Ognuno di noi pensi ad un volto di sua conoscenza<\/strong>, che normalmente non verrebbe a un nostro incontro. Forse, allora, non basta pubblicare una locandina del prossimo incontro in chiesa ed aspettare. Proviamo a cambiare rotta, pensiamo noi ad un volto concreto con un nome e troviamo il coraggio di incontrarlo, di invitarlo a poter parlare insieme di una cosa che riguarda tutti: l\u2019amore; provare a dirgli <em>vorremmo ascoltare quello che pensi tu e raccontarti quello che abbiamo scoperto noi<\/em>. <strong>Chi se la sente lo faccia.<\/strong><\/p>\n<p>Forse comincia cos\u00ec una Chiesa in uscita, in un modo pi\u00f9 semplice di come immaginiamo, pensando ad una persona concreta e trovando il coraggio di incontrarla.<\/p>\n<p>E forse accadr\u00e0 qualcosa di sorprendente. Andati l\u00ec convinti di portare Cristo, accorgerci che Cristo era l\u00ec ad attenderci nella sete dell\u2019altro, nelle sue domande che forse ci disturbano.<\/p>\n<p>Partiamo dalla nostra soglia e proviamo ad arrivare a quei pozzi, anche con il \u201crischio\u201d di tornare diversi., perch\u00e9 una Chiesa che conosce gi\u00e0 in anticipo l\u2019esito di ogni incontro non sta incontrando nessuno, sta soltanto cercando conferme.<\/p>\n<p>Il re invece dice: <strong>Andate<\/strong>, trovate, invitate. Il resto non \u00e8 nelle nostre mani.<\/p>\n<p>Forse attribuiamo parecchio peso alla ricerca delle parole giuste, alle iniziative ben organizzate. Il Vangelo ci apre invece a strade percorse su <strong>fili senza rete.<\/strong><\/p>\n<p><strong>A noi spetta<\/strong> arrivare al pozzo e sederci. Possiamo ascoltare, possiamo raccontare perch\u00e9 Cristo \u00e8 importante per noi, ma non possiamo decidere al posto dell\u2019altro ci\u00f2 che accadr\u00e0 dopo.<\/p>\n<p>In fondo <strong>il banchetto non \u00e8 nostro<\/strong>. A noi il Vangelo affida un compito molto pi\u00f9 semplice: uscire sulle strade ed invitare, siamo soltanto servi mandati sulle strade.<\/p>\n<p><strong>\u00abAndate ai crocicchi\u00bb.<\/strong><br \/>\nForse per <strong>la nostra fraternit\u00e0<\/strong> i crocicchi di cui parla Matteo sono proprio quelli che abbiano dinanzi agli occhi. I poveri ogni mattina davanti alla chiesa gi\u00e0 dalle 7.30 anche se il pranzo inizia 4 ore dopo, i ragazzi che attendono l\u2019inizio dell\u2019orario scolastico davanti al nostro cancello, gli anziani della RSA, la signora che incontro ogni giorno al supermercato, la mia vicina di pianerottolo\u2026 tutti i luoghi dove la gente vive, parla, ama, sbaglia.<br \/>\nProviamo ad andare e poi vedremo dove questi incontri ci porteranno; questo, per fortuna, non dipende soltanto da noi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Isaia annuncia il giorno in cui il Signore preparer\u00e0 sul monte un banchetto \u00abper tutti i popoli\u00bb. \u00c8 l\u2019orizzonte universale della promessa: Dio toglier\u00e0 il velo che copre le genti, eliminer\u00e0 la morte e asciugher\u00e0 \u00able lacrime su ogni volto\u00bb. La salvezza annunciata a Israele si apre cos\u00ec alla convocazione di tutti i popoli. 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