EDUCARE ALLA VITA CRISTIANA: PATTO EDUCATIVO CON LE FAMIGLIE

Gli inizi

Tutto ha avuto inizio nel settembre 2022, a due mesi dall’avvio della parrocchia, cominciando con i bambini e le bambine della terza classe primaria, avendo già per idea un cammino di accompagnamento verso i sacramenti costituito da due percorsi che tenessero conto delle tappe evolutive dei ragazzi:

1) Riconciliazione ed Eucarestia(scuola primaria): dall’incontro al Pane Eucaristico
2) Confermazione(scuola media): il tempo dello Spirito Santo
 
I tempi liturgici sono il filo rosso per la condivisione nel grande gruppo di momenti comuni; l’approfondimento è nei piccoli gruppi di 6-10 ragazzi e ragazze verticalizzati per età.

È un cammino che non prescindere dalle famiglie che si lasciano coinvolgere. È la relazione viva e costante con i genitori che rende feconda la crescita nella fede dei nostri ragazzi.

Il cuore della proposta: la fede non si insegna si trasmette

Il cammino proposto è allo stato attuale sperimentale. Esso ha direzione dell’educare alla vita cristiana, cioè non ha per obiettivo l’insegnare nozioni, ma guarda alla crescita spirituale dei ragazzi, rivelando il contenuto della Scrittura e Tradizione a partire dall’esperienza. Si tratta di un approccio induttivo, cioè dal basso verso l’alto e non invece dall’alto verso il basso. Gli assi portanti di questa proposta dell’educare alla Vita Cristiana si ispirano al metodo scout:

1) Educare alla responsabilità personale
Il ragazzo al centro del proprio cammino di crescita
Imparare facendo: l’esperienza diretta è il principale strumento educativo
Ogni ragazzo è chiamato a prendere iniziativa, scegliere, sbagliare e correggersi

2) Un cammino di progressione personale
Ogni fascia di età vive un cammino adeguato
Ogni ragazzo progredisce secondo le proprie capacità, con tappe chiare e simboliche

3) Piccolo gruppo
L’educazione passa attraverso la vita di gruppo (verso la cresima, verso l’eucarestia)
Si impara a collaborare, condividere, servire e guidare
 
Dalle esperienze concrete che si vivono nelle attività si “traduce” la dimensione di fede

dall’esperienza concreta
alla dimensione di fede

Responsabilità personale
Libertà come risposta alla chiamata di Dio

Vita all’aperto
Incontro con il Creatore

Piccolo gruppo
Comunità di fede e fraternità

Impegno personale
Scelta di vita evangelica

Servizio
Carità attiva e testimonianza

Progressione personale
Cammino di crescita spirituale

Spiritualità
Fede incarnata nella vita quotidiana

Metodo del cammino: dal vivere al comprendere, dall’esperienza al concetto

Non si parte dalle parole (fare catechesi), ma si parte dal vivere (fare esperienza) per giungere ad un impegno.
I ragazzi vengono accompagnati mentre vivono esperienze autentiche, non simulate, per imparare a riconoscere la presenza di Dio nella vita quotidiana.
È un percorso, per sua natura, aperto alla imprevedibilità — ma è proprio in ciò che si rivela la ricchezza della fede vissuta che si ripete e cresce nel tempo: l’esperienza concreta di vita, che viene illuminata dalla Parola, è condivisa nel gruppo e tradotta in nuove azioni, permettendo ai ragazzi di:

riconoscere Dio nella vita quotidiana;

leggere le esperienze alla luce del Vangelo;

fare scelte responsabili e consapevoli;

crescere nella fede attraverso la comunità e il servizio.

IL METODO: DAL VIVERE AL COMPRENDERE
Vivere le esperienze
I ragazzi vivono esperienze autentiche – di amicizia, servizio, gioco, impegno – nelle quali imparano a riconoscere la presenza di Dio. L’esperienza è il punto di partenza: solo ciò che si vive tocca il cuore e apre alla fede.

Incontrare la Parola
Dopo aver vissuto, si ascolta la Parola di Dio che illumina e dà senso a ciò che si è sperimentato.
La Parola aiuta a rileggere la vita, a scoprire il volto di Gesù e il valore cristiano dei gesti quotidiani.

Raccontarsi il vissuto
Nel gruppo i ragazzi condividono ciò che hanno vissuto, si ascoltano a vicenda e riconoscono la presenza di Dio nelle loro esperienze.
Il racconto diventa luogo di crescita, confronto e consapevolezza.

Fare sintesi e generare nuove esperienze
Dalla riflessione nasce un nuovo impegno concreto, un gesto di servizio, una scelta personale o comunitaria.
Così il ciclo si rinnova: la vita genera fede, e la fede trasforma la vita.

 

Tre dimensioni dell’educare alla vita cristiana

La proposta educativa è dal basso, cioè un cammino induttivo che a partire dal particolare (esperienza vissuta) giunge al generale (fede che che spinge a cercare e a incontrare Dio).
Si articola in tre dimensioni

1) I due discepoli di Emmaus: la relazione Educatore-ragazzo
Educatore e ragazzo/a camminano insieme, facendo entrambi esperienza dell’incontro di Gesù sulla strada.
Entrambi sono alla ricerca
L’educatore accompagna il ragazzo come un fratello/sorella maggiore
Entrambi sono cristiani e fragili; sono uguali dinanzi a Dio

2) Educare alla capacità: (Leggere la vita alla luce del Vangelo)
Non si trasmettono solo nozioni, ma si educa alla capacità di leggere la vita alla luce del Vangelo.
Si legge la vita riconoscendo la presenza di Dio
Punto di forza è la consapevolezza di essere incorporati in Cristo (dimensioni regale, profetica, sacerdotale)

3) Articolazione del percorso in quattro tappe
Vivere le esperienze.
Incontrare la Parola di Dio
Raccontare e raccontarsi
Fare sintesi… e ricominciare

 

Sintesi della proposta


 

La famiglia: primo luogo di fede

Nel cammino dei ragazzi, che ci sono affidati dalla Chiesa, tutti devono metterci il proprio, e per questo è assolutamente necessario che la famiglia sostenga e partecipi alla vita della fraternità parrocchiale. Il sacramento non è un premio per chi ha studiato bene la vita di Gesù o le preghiere, ma un dono che si accoglie con consapevolezza e gratitudine.

IL SOGNO?
che i bambini ricevano i sacramenti
quando realmente sentono di essere pronti,
dopo un cammino di maturazione personale,
non solo perché “è arrivato il mese di maggio”