30 Novembre 2025

Omelia 1 luglio 2025 – tre anni dall’avvio della fraternità parrocchiale

Prima lettura Gen 19,15-29

Piove zolfo e fuoco dal cielo, è un evento inimmaginabile… come quelli che capitano nella vita e che non ti saresti mai aspettato: è qualcosa che cambia, l’occasione che nello smarrimento della vita, il Signore può soccorrere ponendo calma all’agitazione del cuore.
Piove zolfo e fuoco, è imparare a fuggire alla morsa del terrore è guardare al futuro con fiducia nel Signore perché se ti guardi al passato, se ti guardi indietro diventi una statua di sale paralizzata sui rimpianti.
Il sale da sapore, ma se resta statua immobile non serve a nulla.
Come fraternità abbiamo saputo guardare in avanti e così è nata una fraternità piccola, nascosta, senza strutture potenti (e di potere), senza cercare visibilità abbiamo solo cercato di radicarci nel Vangelo.
La fraternità radicata nel Vangelo non fa rumore fragoroso, è “rumore” silenzioso, quello che pian piano scava nella roccia, non si mette in mostra ma condivide il pane ed ascolta. È questo il cammino di santità, è il cammino che non comincia con cose grandi ma dall’ordinaria quotidianità, così come ha vissuto San Carlo di Gesù, avendo come unico e solo obiettivo: tutti fratelli di tutti.
Abbiamo guardato in avanti con pochi mezzi, poche forze, senza pretendere perfezione, fedeli pur nella fragilità, e così la nostra forza non è stata una struttura organizzata, ma aver messo Cristo al centro.
Oggi celebriamo questa eucarestia nella nudità del Vangelo, condividendo il Pane e la Parola nella stessa semplicità di tre anni fa, con la differenza che tra anni fa vi era ansia e silenzio di un vuoto apparente, oggi siamo storia che cammina, seme che germoglia.
Non siamo arrivati, non dobbiamo arrivare, dobbiamo restare saldi nel Vangelo e continuare così, perché il resto lo farà il Signore.