30 Novembre 2025

Omelia 24 ottobre 2025 – anniversario dedicazione chiesa

La Casa, L’Esodo e La Fraternità Radicale

Carissimi, ci ritroviamo stasera tra queste Pietre Scomode!.
Oggi ricorre l’anniversario della Dedicazione di questa struttura. Non veniamo a benedire mattoni e cemento. Non veniamo a ratificare l’ennesimo luogo sacro per tranquillizzare le nostre coscienze borghesi.
Siamo qui, convocati dalla Parola, per una domanda nuda e cruda: cos’è, o cosa dovrebbe essere, la nostra Chiesa?

Questa casa è dedicata a Santa Chiara e la nostra fraternità parrocchiale a san Charles de Foucauld.
Abbiamo messo insieme il fuoco della clausura e il fuoco del deserto.
Abbiamo unito la donna che ha difeso la povertà assoluta contro i compromessi del potere, e l’uomo che è andato a farsi “fratello universale” nell’estremo margine.
È una provocazione, è un programma di vita che ci strappa dalla mediocrità.

I. La Scomodità del Tempio: L’Urlo di Chiara
Le Scritture ci dicono: Voi siete il Tempio di Dio. Ma quale Dio? Il Dio che vuole un Tempio d’Oro o il Dio che ha scelto la nuda Terra?
Chiara di Assisi è il nostro monito contro l’idolatria del possesso. La sua vita è un urlo contro ogni accumulo, contro ogni compromesso tra il Vangelo e il denaro. A lei era stato offerto il privilegio di avere qualcosa, di possedere, di garantire il futuro. Ma lei ha lottato, ha pregato, ha difeso il “Privilegio della Povertà”.
• La povertà di Chiara non è una virtù morale da ammirare, ci dice che il Regno è già qui e non ha bisogno di banche o di poteri.
• È la libertà di chi ha capito che la vera Casa è l’abbraccio di Cristo, e che tutto il resto è scoria, è zavorra che impedisce il volo.
Se questa chiesa, che porta il suo nome, non ci spinge a svuotarci delle nostre sicurezze, a mettere in discussione i nostri stipendi e i nostri lussi superflui, allora è solo un bel sarcofago. La vera Dedicazione comincia quando usciamo e diciamo: Non abbiamo nulla, ma siamo liberi.

II. La Geometria dell’Uscita: L’Esodo di Charles
Charles de Foucauld ha incarnato la grande verità che la Chiesa non può essere un recinto che si autocompiace. La sua vita è l’esodo radicale, l’andare oltre il confine del noto.
Charles non è andato nel deserto per fare proselitismo. È andato per essere. Per farsi Presenza, come la minuscola Ostia nell’Eucaristia. Ha vissuto il Vangelo della Fraternità Universale, il sogno utopico di una comunità umana che supera ogni muro di razza, religione o ceto sociale.
• Ha scelto di abitare la marginalità, di essere l’ultimo, il silenzioso. Ha avuto l’intuizione che l’unico modo credibile per annunciare Gesù è imitare la sua vita nascosta a Nazaret, farsi anonimo, lavoratore, amico dei perduti.
• La sua vita grida: La nostra missione non è conquistare, ma condividere l’esistenza.
Questa parrocchia, titolata al “piccolo fratello”, chiede: a quale deserto sei chiamato ad andare? Chi è il tuo vicino che ti è totalmente estraneo? La nostra Chiesa in questa ricorrenza ci ricorda che siamo chiamati a trasformare le nostre assemblee da “club” di amici a laboratori di Umanità, aperti a tutti, specialmente ai marginali, agli stranieri, agli esclusi.

III La Casa che Si Fa Strada
Il vero rito di dedicazione non avviene con l’olio sull’altare, ma col sudore sulla nostra fronte e con la polvere sui nostri piedi.
Questa chiesa, dedicata a Chiara e la nostra fraternità parrocchiale a fr. Charles, deve essere il luogo dove apprendiamo:
1. spogliarci per essere liberi (Chiara).
2. camminare per essere fratelli (Charles).
È una casa che, paradossalmente, è costruita per l’Esodo. È un punto di partenza.
Ripartiamo da qui, spogliati, liberi e in cammino, per costruire il vero Tempio di Dio: una Chiesa-Popolo che vive la giustizia radicale e l’utopia della Fraternità.
Che questa non sia una tomba, ma un trampolino per il Regno che viene!