La nostra storia
La Parrocchia San Carlo di Gesù (fr. Charles de Foucauld) è la prima in Italia dedicata al santo francese, ed è situata a Brindisi, nel quartiere Santa Chiara, in viale Porta Pia 1.
È stata eretta il 15 maggio 2022 dall’arcivescovo mons. Domenico Caliandro, giorno della canonizzazione di San Carlo di Gesù, e avviata il 1° luglio 2022 con l’immissione canonica del primo parroco, don Vito Paparella.
La nascita della fraternità parrocchiale ha risposto all’esigenza di offrire cura spirituale ai fedeli del Rione Santa Chiara, dove, presso il Centro Pastorale Benedetto XVI, era già attiva una significativa esperienza di vita comunitaria e di partecipazione alla celebrazione eucaristica.
La proposta venne approvata, dopo il confronto con il parroco della parrocchia limitrofa del Sacro Cuore e il Consiglio Presbiterale Diocesano, nella seduta del 26 febbraio 2021.
I confini parrocchiali si estendono nel quadrilatero tra via Appia, via San Giovanni Bosco, via Palmiro Togliatti e la SS16.
Il legame con San Carlo di Gesù e Matteo Farina
La scelta della titolazione trova motivazione anche nel particolare ruolo che Brindisi ebbe nella vita del santo: nel 1897 Charles de Foucauld fece tappa nel porto brindisino per imbarcarsi verso la Palestina, dove iniziò il suo cammino di preghiera e contemplazione. L’intitolazione della parrocchia custodisce il suo messaggio di silenzio, fraternità e amore universale, invitando ciascuno a “gridare il Vangelo con la propria vita”.
A questo si aggiunge l’auspicio di mons. Caliandro che, un giorno, la parrocchia possa portare anche il nome del Venerabile Matteo Farina, giovane brindisino. San Carlo di Gesù e Matteo Farina, pur appartenendo a epoche e vocazioni diverse, condividono la stessa passione: annunciare il Vangelo con la propria vita.
Entrambi sono testimoni di una fede che si fa presenza e luce nei luoghi dove Cristo è lontano: tra i Tuareg del Sahara (San Carlo di Gesù), tra i giovani (Matteo Farina). Due vite diverse, un solo messaggio: essere segno di Cristo nel mondo.
Un cammino di fraternità
All’avvio della fraternità, il complesso parrocchiale si presentava in stato di degrado a causa dei diversi anni di inutilizzo ed abbandono.
Grazie all’impegno dei primi volontari, molti dei quali sino a quel momento ai margini della vita ecclesiale, si sono potuti riqualificare gli spazi per renderli puliti e accoglienti, dando così vita a una fraternità aperta, operosa e solidale.
La disponibilità dei volontari ha permesso di bonificare oltre 2.000 m² di struttura e 1.500 m² di area verde, di restituire spazi per la fruibilità realizzando, con materiali di recupero, panchine, tavoli, scaffali e giochi.
Il tempo donato ha reso possibile lo sviluppo di un ambiente familiare e comunitario, segno di una fraternità che cresce nella collaborazione e nella gratuità.
Al “preliminare lavoro fisico” di volontariato è conseguito che in parecchi hanno poi dato la disponibilità per le attività pastorali e sociali, oggi sostenute interamente dal volontario gratuito. Si è così pian piano radicata la convinzione che il vero capitale della fraternità non è economico, ma spirituale, umano e relazionale e che:
“nessuno è così povero da non avere nulla da offrire, né così ricco da non avere nulla da chiedere” (Papa Francesco).
La vita di fratel Charles de Foucauld, con la sua capacità di vivere la fede in contesti di diversità culturale e religiosa, ispira la fraternità parrocchiale a guardare il mondo con gli occhi di Gesù, per annunciare la gioia del Vangelo.
L’adorazione, la preghiera e la fraternità quotidiana diventano segni di una presenza cristiana aperta e inclusiva, radicata nel territorio e attenta alle persone.
Attraverso la rete di relazioni intessute con scuole, associazioni e cittadini attivi, la parrocchia è divenuta luogo di incontro e di prossimità, in cui ogni persona è riconosciuta come dono e risorsa.
Oggi la fraternità parrocchiale è una comunità educante che offre accoglienza, sostegno, formazione e occasioni di incontro per persone di ogni età.
Una rete che genera speranza
La fraternità promuove una carità concreta: raccolta e redistribuzione di beni, alimenti e materiali; progetti di economia solidale; iniziative a favore di missioni e popolazioni in difficoltà (Benin, Mozambico, Siria, Marocco e Ucraina, …).
Nel quartiere, caratterizzato da una forte presenza di anziani, la parrocchia si fa punto di riferimento umano e spirituale: un luogo di preghiera, di ascolto e di vicinanza, anche attraverso la visita dei volontari a chi non può più partecipare alla vita comunitaria.
Le relazioni nate in questi pochi anni hanno trasformato la fraternità in una rete viva, capace di moltiplicare il bene e di far crescere la fiducia reciproca.
Ogni gesto, ogni incontro e ogni collaborazione hanno contribuito a costruire una comunità di speranza, dove
“uno più uno non fa due, ma fa fine della solitudine di uno”(Erri De Luca).
La bontà è contagiosa
Tutto ciò che è stato realizzato in questi primi anni nasce da un unico desiderio: dare sapore e profondità alla vita. Come ricorda il Vangelo:
“Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato?” (Mt 5,13)
La storia della fraternità parrocchiale San Carlo di Gesù è la storia di una comunità che cresce nella fiducia e nella Provvidenza, dove ogni gesto di bontà genera altro bene. È la testimonianza che, quando fede, solidarietà ed economia si incontrano, nasce l’economia del Regno di Dio, fondata sulla carità e sulla misericordia. Come ricordava fratel Charles de Foucauld:
“Il mio apostolato deve essere l’apostolato della bontà.
Vedendomi, la gente deve dire: poiché quest’uomo è buono, la sua religione deve essere buona.”



